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cioè una che non ha (quasi mai) i piedi per terra ...... Agostino.... quello che cerca sempre di ripigliare "la Vale"

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martedì, 29 gennaio 2008

aria di primavera

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con il vento caldo che ha investito il nord italia domenica siamo state sedute su un prato in maniche corte....lontano dal mondo visto l'umore, annusando la primavera...


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postato da: valentina76 alle ore 15:55 | link | commenti
categorie: misha
giovedì, 24 gennaio 2008

TRISTEZZA

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E' un periodo questo che tutto va storto, ogni giorno c'è qualcosa che non va, qualcosa per cui dover lottare a denti stretti ... inizio ad essere stanca, arrancante, grigia.


Cerco di mascherare il più possibile la cosa, ma la sera, quando mi tolgo quel filo di trucco che uso e sono davanti allo specchio devo fare i conti con me stessa e lì non c'è maschera che tenga.


Responsabilità varie a cui non posso sottrarmi non mi permettono di mollare, di riflettere a mente fredda, di prendere ossigeno. Vorrei volare via, parlare in silenzio, soffocare tutti gli aspetti negativi senza conseguenze....vorrei ricominciare ad essere quella di sempre, allegra, sorridente - pronta a porgere la mano a tanti.


questa volta sono io che sto affogando...sono io che vorrei trovare l'aiuto senza domandarlo, vorrei - vorrei - vorrei. Passerà, ma questa è l'ultima volta che tocco il fondo, devo cambiare, dare un giro di boa e riprendere il vento in poppa!


E' proprio vero che i soldi ingialliscono i rapporti, il divario tra chi li ha e chi no è talmente forte che ci si allontana sempre più...ed in questo caso, io sono felice di essere "povera", di arrivare a fine mese giusta e di non concedermi lussi, tappeti persiani, alberghi, cristalli, ori e tante altre cose ... che per me assolutamente non fanno la "differenza"...


tutto quello che mi serve, l'affetto di chi amo ce l'ho...prima fra tutte misha che si concede per quello che sei e non per quello che hai!


avrei così tante cose da imparare da lei....


postato da: valentina76 alle ore 15:51 | link | commenti (2)
categorie: pensieri senza un che
mercoledì, 23 gennaio 2008

MARCUS PARISINI

Circa dieci anni fa - per caso - vidi una sua mostra al museo delle scienze a Trento e da allora iniziai ad interessarmi alla sua carriera artistica.



Ormai lo seguo da molti anni, i suoi disegni sono semplicemente magnifici, mi ci perdo dentro ogni volta....e la sua filosofia la condivido parola per parola!


alcune delle sue pubblicazioni, ultima tra tutte quella sugli alberi, m e r a v i g l i o s a!



 






il suo pensiero:


"Chi se non la natura, gli animali e gli alberi, racchiude in sè il mistero della vita e della bellezza?



Chi deve essere difeso se non loro, i più deboli, i quali costituiscono la base della piramide di priorità umane?



Da questa consapevolezza nascono i miei libri, perchè parole e immagini possono cambiare il mondo"



"Scegliere di ritrarre animali risiede nella mia visione etica del mondo e nella mia conseguente scelta di vita, ovvero abbandonare la città per vivere in montagna, quindi ritornare alla terra."


"Da ormai 16 anni vivo in una borgata semi abbandonata a quasi 1300 metri di altitudine, in compagnia di mia moglie e dei miei tre figli, allevando un cavallo, delle capre, alcuni alveari, curando un orto e naturalmente disegnando."


"Oggi chiunque abbia gli occhi per vedere e cuore per sentire è convinto che bisogna inserire nelle problematiche che soffocano il mondo, un nuovo senso di meraviglia, una nuova spiritualità, il coraggio di sognare, vivere per l'utopia, utopia di un mondo più semplice e naturale."




















tutte le immagini postate e i testi dei suoi pensieri sono state prese dal suo sito (http://www.marcusparisini.it) -



postato da: valentina76 alle ore 14:37 | link | commenti (3)
categorie: libri, animali, artisti
giovedì, 17 gennaio 2008

GAUDI' ... il grande!

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Adoro Anton Gaudì, credo sia l'architetto che più apprezzo al mondo....quando ho visitato Barcellona l'ho guardata attraverso le sue opere, ho cercato di respiare l'aria del suo tempo, di assaporarne sapori e colori. La città mi è rimasta nel cuore in tutto il suo splendore, ho amato la gente, i suoni, il mare.


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Gaudì così originale per la sua epoca è stato definito dallo stesso Mirò come un genio ed io non posso far altro che dargli ragione, La sua capacità di elaborare forme straordinarie con i materiali più semplici e belli cercando tra quelli che il territorio poteva offrire è sorprendente. La plasticità della materia, l'anima delle forme, le idee moderniste, gli studi strutturali...


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L'evoluzione delle sue opere e del suo essere fino all'opera ultima, l'incompiuta, perchè è il popolo che deve finirla, l'avvicinarsi a Dio, sempre più in alto, tanto da vivere gli ultimi anni all'interno del cantiere senza fine della sua Sagrada Familia, conducendo una vita da barbone.


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L'ideà che Gaudì morì  travolto da un tram, e che fu riconosciuto solo dopo alcuni giorni, è quasi incredibile,,,, in ogni caso - una volta riconosciuto, l'intera Barcellona lo accompagnò nell'ultimo viaggio consacrandolo "l'architetto di Dio".


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oggi, soffocata nelle corsie di un supermercato a riempire il carello di articoli in promozione, ho trovato un romanzo il cui titolo mi ha stoppato di colpo..... almeno se piove anche questo weekend avrò qualcosa di interessante da leggere....poi vi saprò dire!


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Un romanzo scritto a quattro mani da due autori catalani. Sono Esteban Martin e Andreu Carranza che hanno unito la loro fantasia e bravura per scrivere il romanzo La chiave Gaudì un thriller che unisce fantasia a realtà storica.

Entrambi affascinati dalla figura di Antoni Gaudì hanno studiato per vari anni i documenti e la storia a lui relativa arrivando a delle conclusioni che hanno inserito nel romanzo che, ripetiamo, è in parte frutto di fantasia ma molto è supportato da documenti storici.

La storia che ci narrano i due autori ipotizza che Gaudì non morì perchè investito da un tram ma fu ucciso. Infatti dopo circa ottant’anni un uomo malato e in punto di morte racconta alla sua nipote Maria che lui, ragazzo, era presente quel giorno e ha la certezza che Gaudì fu ucciso. Insieme a questa rivelazione il vecchio consegna alla ragazza una strana chiave che la porterà a svelare il grande segreto di Antoni Gaudi.

La ragazza da quel momento sarà in pericolo di vita e aiutata da alcuni amici dovrà sfuggire a misteriosi assassini e risolvere l’enigma.


 

postato da: valentina76 alle ore 16:25 | link | commenti (5)
categorie: viaggi, libri, artisti
mercoledì, 16 gennaio 2008

oh mamma!

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fino ad oggi non avrei mai pensato che ci fosse la possibilità che delle persone che mi conoscono personalmente potessero leggere questo blog....


accidenti invece è successo! "sai vale, ho visto il tuo blog!" - "mi è capitato di trovare un blog tuo" - "ho letto quello che scrivi" -


AHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!! Panico da prestazione!!!!!


Oh mamma! adesso devo scrivere delle cose serie! riuscirò mai a cogitare pensieri razionali, ma soprattutto interessanti?

postato da: valentina76 alle ore 09:04 | link | commenti (2)
categorie: pensieri senza un che
mercoledì, 09 gennaio 2008

NARRATIVA CINOFILA

Non so se possa essere utile a qualcuno, ma da quando è arrivata misha nella mia vita ho sentito il bisogno di leggere quanto più possibile sul rapporto tra umano e cane per cercare di migliorare e di accentuare il nostro feeling. Per ora ho letto solo alcuni libri, anzi, accetto qualsiasi suggerimento utile o segnalazione interessante su altri libri. Come d'abitudine per la narrativa classica lascio le mie indicazioni su quanto ho letto.


Konrad Lorenz




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1) E L'UOMO INCONTRO' IL CANE


Lorenz ci guida qui innanzitutto verso le origini dell'incontro fra l'uomo il cane (i suoi antenati: lo sciacallo e il lupo) Queste origini lasciano le loro tracce in tutte le complesse forme di intesa, obbedienza, odio, fedeltà, nevrosi che si sono stabilite nel corso della storia fra cane e padrone. Spesso ricorrendo a dei casi a lui stesso avvenuti, Lorenz riesce in queste pagine a illuminare rapidamente tutto l'arco della 'caninità' con la grazia di un vero narratore, con la precisione e la sottigliezza di uno scienziato che ha aperto nuove vie proprio nello studio di questi temi, con la fertile intelligenza di un pensatore che, attraverso le sue ricerche sugli animali, è riuscito a porre i problemi umani in una nuova luce."


 


Jan Fennel



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1) Amicane.


I segreti per diventare il migliore padrone di un buon cane


Attraverso ricordi e testimonianze, Jan Fennell ci guida nel percorso che trasforma un buon padrone nel migliore amico del suo cane. Dopo averci spiegato come si comunica anche con i cani più difficili, offre ammonimenti e consigli per creare un rapporto di rispetto e amore tra noi e il quadrupede che abbiamo scelto per amico. Un cane infatti non ha solo bisogno di affetto: ci vogliono conoscenza, disciplina, fiducia, e soprattutto mente aperta, cioè la capacità di ammettere i propri sbagli e di imparare dall'esempio degli altri.


 


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2) Parla con il tuo cane


Frutto di venticinque anni di esperienza, il "metodo d'addestramento dolce" di Jan Fennell, invece di basarsi sul meccanismo degli ordini e sul principio di totale obbedienza del cane al padrone, propone di imparare ad ascoltare e a farsi ascoltare, in una parola a "comunicare" con il proprio amico a quattro zampe, pur senza rinunciare ad alcuni aspetti del classico rapporto uomo-animale. Ricco di aneddoti e fotografie, che rendono il metodo accessibile a tutti, il volume si offre come una vera e propria guida all'addestramento che potrà aiutare chiunque a stabilire con il proprio cane un rapporto equilibrato, un'amicizia duratura e gratificante per entrambi.


 


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3) Ascolta il tuo cane.


"Negli ultimi dieci anni ho imparato ad ascoltare e a capire il linguaggio dei cani. Man mano che questa comprensione cresceva, sono riuscita a comunicare con i cani, ad aiutare sia loro sia i loro padroni a superare i problemi. In molti casi il mio intervento ha fatto sì che il cane non venisse soppresso per un comportamento che sembrava incorreggibile. Lo scopo del libro è divulgare le mie conoscenze. Descriverò come potete imparare questo linguaggio. Se lo imparerete bene, vi assicuro che il vostro cane vi ricompenserà con la sua cooperazione, la sua lealtà e il suo amore."


 


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4) Sai comunicane?


"Comunicare con i nostri cani non dipende da una scienza fredda e calcolatrice. Questi animali, come gli uomini, hanno varie personalità, forti e sensibili. La nostra relazione con loro cambia di continuo e dobbiamo essere capaci di adattarci: una sfida che si presenta a tutti i proprietari di cani, giorno dopo giorno". Frutto di venticinque anni di esperienza il "metodo d'addestramento dolce" di Jan Fennell, invece di basarsi semplicemente sugli ordini e sul principio di obbedienza del cane al padrone, senza abbandonare l'idea di una leadership dell'uomo sull'animale, propone di imparare ad ascoltare e a farsi ascoltare, insomma a comunicare con il proprio amico a quattro zampe.


 


 


 Nicholas H. Dodman




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1) Se solo potessero parlare


In questo libro Dodman racconta storie di cani e di gatti affetti da problemi comportamentali (come ansia di separazione, gelosie e tendenze al dominio) e dei loro angosciati padroni. Quattordici storie vere dalle quali emerge come, molto spesso, i problemi degli animali domestici sono strettamente legati al tipo di attenzione cui sono sottoposti da parte dei loro proprietari. Le cure proposte prevedono sia consigli per un più giusto ed equilibrato comportamento da parte dei padroni sia supporti psico farmacologici per gli animali.


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2) il cane che amava troppo


Cani aggressivi o fifoni, ossessivi o ripetitivi, nevrotici o ansiosi... Nato dall'appassionata esperienza di veterinario dell'autore, questo libro intende offrire una soluzione ai problemi legati al comportamento dei cani "difficili". Ci sono i casi più comuni e quelli quasi incredibili: la coppia di Spaniel che non vogliono accettare il neonato dei loro padroni; il Collie che aveva paura dei giovedì; il Labrador che amava troppo e molti altri ancora. Con informazioni, tecniche da adottare, soluzioni concrete per i problemi educativi e comportamentali dei cani

postato da: valentina76 alle ore 13:57 | link | commenti
categorie: libri, animali, misha

CANE LUPO CECOSLOVACCO

ho notato dai commenti ai post e dai numerosi messaggi privati ricevuti che molti di voi sono rimasti colpiti da misha e dai suoi amichetti. Ci sono vari link sul mio blog che approfondiscono la tipologia di razza, oltre che qualche post su di lei o sulle nostre avventure. Per rispondere però - almeno in parte -  a qualche domanda vi scrivo qualche notizia relativa alla storia di questo cane, riassunta dai vari siti in cui se ne parla e inframezzata con qualche immagine della mia befana!


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Il Cane Lupo Cecoslovacco (CLC) è una razza giovane, di recentissima creazione e che quindi non può assolutamente annoverare tradizioni secolari o storiche genealogie.


Tutto ebbe inizio intorno agli anni ‘50 sulla frontiera dell’allora Repubblica Cecoslovacca ad opera dell ‘ing. Karel Hartl, colonello della sezione Guardia di confine dell' Armata Cecoslovacca che nel 1955 mise a punto i primi protocolli di accoppiamenti tra i lupi dei Carpazi con i Pastori Tedeschi.


Il suo intento non era quello di ottenere un cane con un aspetto diverso simile al lupo, ma quello di creare una nuova razza che avesse l’attitudine all’addestramento insita nei pastori tedeschi, ma la forza e la resistenza forte nel lupo, lo scopo era quindi quello di migliorare la salute, la tenacia dei cani militari in forza alla Guardia di confine.


 


Il primo accoppiamento eseguito fu quello della lupa Brita che fu coperta da due maschi di pastore tedesco, uno tranquillo e ubbidiente, il secondo addestrato, ma non con le doti del primo.  La lupa Brita registrò un insuccesso con quello docile e si accoppiò invece con quello che dimostrava una nota di aggressività, che dimostrò quindi di avere il carattere più forte.


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Dall’unione tra Brita e Cezar z Brezoveho haje e poi da quella tra Brita e Kurt z Vaklavky che fu nuovamente accoppiata nacquero nel 1958  dei cuccioli che in crescita si dimostrarono molto selvatici e le generazioni successive incrociate con pastori tedeschi risultarono decisamente poco addestrabili, con una maturazione caratteriale e fisica lenta e sviluppando un attaccamento morboso solo ad un’unica persona tanto da poter impedire il lavoro con altri soldati.


 


Venne quindi introdotto nei protocolli un maschio di lupo dei Carpazi Argo, che si accoppiò con una femmina di pastore tedesco, Astra z SNB, che nel 1968 diede alla luce dei cuccioli che furono poi utilizzati per altri accoppiamenti non consanguinei e altri indirizzati in allevamenti che testarono le loro doti attitudinali tra cui prove di resistenza fisica e di lavoro con l’obiettivo di verificare il carattere e la struttura fisica in modo da uniformare la tipologia della razza



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In Slovacchia, intorno agli anni 80, con un forte impegno da parte Maggiore Frantisek Rosik, si determinò una quarta linea di sangue utilizzando un maschio di lupo, Sarik..


Da quel momento in poi per gli accoppiamenti si utilizzò solo sangue puro di Cane Lupo Cecoslovacco, che venne riconosciuto come razza nazionale dal Comitato federale dell’associazione allevatori della Cecoslovacchia. La quinta linea di sangue fornita dall’unione tra la lupa Lejdi o Lady, con un pastore tedesco Bojar von Scotterhof fu obbligata perché ormai il 90% dei cuccioli creati in Slovacchia erano imparentati in modo troppo stretto tra loro, visto che furono completamente ignorati i protocolli elaborati da Hartl che avvertiva di non creare troppa consanguineità.


Da quello che si conosce oggi, in teoria, quello con Lady, fu l’ultimo accoppiamento eseguito con un lupo vero, visto che le legislazioni non lo permettevano.


 


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Il primo standard di razza fu quello proposto nel 1966 dall'Ing.Hartl che poteva allora contare quattro generazioni di ibridi della prima linea di sangue della lupa Brita e del pastore tedesco Cesar z Brezoveho Haje e  due generazioni della seconda linea di sangue della stessa lupa Brita e del pastore tedesco Kurt z Vaclavky.


Sempre nel 66 fu fatta richiesta di iscrizione nei libri genealogici ma, senza alcun motivo apparentemente razionale, fu rifiutata dagli esponenti del CSSCHDZ addetti a tale autorizzazioni.


Nel 1970 e nel 1976 fu nuovamente richiesta iscrizione ufficiale nei libri genealogici, ma questa volta la negazione arrivò con la motivazione che i soggetti, allora circa 150, erano numericamente troppo pochi.  


Nel 1982, dopo anni di continue richieste furono iscritti per la prima volta nei libri genealogici le prime cucciolate sotto il nome di "cane lupo cecoslovacco" e sempre nello stesso anno venne fondato il club ufficiale di razza di cui il maggiore  Rosik divenne


presidente, mentre al  comitato tecnico venne lasciato a capo il colonello Hartl.


Il passo successivo, quello legato al riconoscimento ufficiale del clc da parte della FCI avvenne solo nel 1994 e nel 1999 in cui ci fu l’approvazione ufficiale e il riconoscimento del CLC dalla stessa federazione.


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postato da: valentina76 alle ore 10:45 | link | commenti (4)
categorie: animali, misha
martedì, 08 gennaio 2008

qualche foto delle vacanze natalizie!

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postato da: valentina76 alle ore 15:18 | link | commenti (3)
categorie: misha

FUR - DIANE ARBUS

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Recentemente ho avuto occasione di vedere FUR, il film che racconta la storia romanzata di Diane Arbus.


La pellicola, diretta da Steven Shainberg racconta la vita della fotografa conosciuta come “la fotografa dei mostri”. Interpretata magnificamente da Nicole Kidman, attrice che amo particolarmente e che apprezzo per le scelte cinematografiche che fino ad ora ha fatto, il personaggio di Diane mi ha incuriosito moltissimo, tanto da approfondire molto la sua biografia e i suoi lavori.


Ecco alcune informazioni tratte da internet:


Diane Nemerov nasce a New York nel 23 da una ricca famiglia ebrea di origine polacca, proprietaria della celebre catena di negozi di pellicce, chiamata "Russek's. La piccola vive, fra agi e attente bambinaie, un'infanzia iperprotetta, che forse sarà per lei l'imprinting d'un senso di insicurezza e di allontanamento ideologico dal mondo ricco ricorrente nella sua vita.


All'età di quattordici anni incontra Allan Arbus, che sposerà appena compiuti i diciotto, nonostante l'opposizione della famiglia: avranno due figlie: Doon ed Amy.


Dal marito Diane impara il mestiere di fotografo, lavorano insieme nel campo della moda per riviste come Vogue, Harper's Bazaar e Glamour.


La vita comune dei coniugi Arbus è segnata da importanti incontri, essendo essi partecipi del vivace clima artistico newyorkese, soprattutto negli anni '50 allorché il Greenwich Village diviene un punto di riferimento per gli artisti.


In quel periodo Diane Arbus incontra, oltre ad illustri personaggi come Robert Frank e Louis Faurer (per citare, fra i tanti, solo coloro che l'avrebbero più direttamente ispirata), anche un giovane fotografo, Stanley Kubrick, che più tardi da regista in "Shining" renderà a Diane l'omaggio una celebre "citazione", nell'allucinatoria apparizione di due minacciose gemelline.


Nel 1957 il divorzio dal marito e la voglia di Diane di dedicarsi ad una ricerca più personale.

attratta da immagini più reali ed immediate. Diane studia e inizia a ricercare immagini e spazi in luoghi (fisici e mentali), che da sempre erano per lei stati oggetto di divieti, mutuati dalla rigida educazione ricevuta. Esplora i sobborghi poveri, gli spettacoli di quart'ordine spesso legati al travestitismo, scopre povertà e miserie morali, ma trova soprattutto il centro del proprio interesse nell' "orrorifica" attrazione che sente verso i freaks. Affascinata da questo mondo oscuro fatto di "meraviglie della natura", in quel periodo frequenta assiduamente il Museo di mostri Hubert, e i suoi spettacoli da baraccone, i cui strani protagonisti incontra e fotografa in privato.


E' solo l'inizio di una indagine volta ad esplorare il variegato, quanto negato, mondo parallelo a quello della riconosciuta "normalità", che la porterà, appoggiata da amici quali Marvin Israel, Richard Avedon, e in seguito Walker Evans (che riconoscono il valore del suo lavoro) a muoversi fra nani, giganti, travestiti, omosessuali, nudisti, ritardati mentali e gemelli, ma anche gente comune colta in atteggiamenti incongrui, con quello sguardo al tempo stesso distaccato e partecipe, che rende le sue immagini uniche.


Nel 1963 riceve una borsa di studio dalla fondazione Guggenheim, ne riceverà una seconda nel 1966. Riuscirà a pubblicare le sue immagini su riviste come Esquire, Bazaar, New York Times, Newsweek, e il londinese Sunday Times, spesso sollevando aspre polemiche; le stesse che accompagneranno nel 1965 la mostra al Museum of Modern Art di New York "Acquisizioni recenti",.

Diane Arbus si toglie la vita il 26 luglio 1971, ingerendo una forte dose di barbiturici e incidendosi le vene dei polsi. 

postato da: valentina76 alle ore 15:03 | link | commenti (4)
categorie: film, artisti