
quando riuscirò a prendere un biglietto per un concerto italiano del BOSS (che adoro)? possibile che da quando c'è internet le pre vendite vengono aperte all'ora x e all'ora x + 1 minuto i biglietti siano già terminati? Possibile che poi li trovi su E-bay a cifre esorbitanti? La tecnologia dovrebbe migliorare questo mondo, non renderlo ostico!
Dal corriere della sera on line: il Magic Tour di Bruce Springsteen, che ieri sera ha toccato Milano in un Forum di Assago esaurito da mesi (sarà il 25 giugno 2008 a San Siro), resta tale. Nella nuova produzione Bruce non cessa di fare politica a suo modo. Canta in «Magic»: «L'America sta vivendo un tempo in cui le bugie sono verità e la verità si trasforma in bugie». E proprio presentando questa canzone Bruce si è rivolto al pubblico in italiano: «E’ bello essere qui con i miei amici. Ora una canzone che parla di trucchi». E prima di «Living in a future», il Boss parla (in italiano) dei «problemi dei diritti civili» negli Usa. E per oltre due ore via di rock: Little Steven eccentrico e generoso, Max Weinberg che è uno scatenamento continuo e virtuoso alla batteria, l’imponente Clarence Clemons fende l’aria col suo sassofono. Gran concerto, con la reiterazione di un certo rituale rock, ma sempre in totale spontaneità, leggerezza e divertimento dispensato da questo straordinario eterno ragazzo «nato per correre».- Fegiz

Ve lo dico subito a scanso di equivoci ...in questo caso non sono per niente imparziale.... a me la musica classica, piace, ve lo assicuro ... tanto anche (c'è da dire però che da quando c'è Misha il tempo per sdraiarmi sulla mia chaise lounge di Le Corbusier per ascoltare un cd in santa pace non ce l'ho mai), ma in questo caso, dopo aver letto dal corriere della sera (e le notizie che riporto le ho estratte da lì) e da un magazines femminile di questo artista ... la musica classica mi piacerà ancora di più.

ma, dico, lo avete visto? Il corriere intitolava " David Garrett, ecco il bello del violino" con i capelli lunghi, la barbetta incolta, i jeans a vita bassa, il fisico e le pose da modello, sembra più un cantante pop che un violinista classico. Ma le perplessità di chi non ama lasciarsi ingannare dalle «icone» merceologiche si disperdono subito, appena lo si sente suonare.

Il ventisettenne maestro (tedesco di Aquisgrana, ma di famiglia in parte statunitense) è un vero talento, un ragazzo moderno, che vive la vita e lo stile dei nostri giorni, ma che non gioca a modernizzare i classici. Tutt'altro. David Garrett è un ex enfant prodige: debutto a dieci anni con la Filarmonica di Amburgo, a 14 anni incideva Mozart con Abbado, a 17 suonava con Zubin Mehta e la Filarmonica di Monaco.

Già allievo di Itzhak Perlman, vanta encomi illustri: «Suona in un modo semplicemente meraviglioso» ha detto di lui Yehudi Menuhin. «È uno dei più dotati quattordicenni che io abbia mai ascoltato - ha dichiarato Isaac Stern -, anzi devo sempre ricordarmi che ha solo quattordici anni».
quasi - quasi so già che regalo farmi per il mio compleanno (domani) .... il suo cd naturalmente!

immagine di guido crepax - "valentina"
Una volta l'anno mi piace tantissimo sentire questa canzone innumerevoli volte, ascoltare le parole cantate con quel timbro volcale della vanoni particolarissimo che ti entra a forza nelle orecchie con sonorità datate qualche decennio fa, ma molto più belle e sentite rispetto alle canzonette da business di oggi. Mi piacerebbe mettere un collegamento per farvela ascoltare, ma sono "deficiente" e pur avendoci provato (lo giuro) non ci riesco! Ahhh l'età - a volte ti rinco... bip! Non mi rimane altro che postare le parole...
Ohi, valentina
gambe lunghe per ballare
oh, Valentina
ogni ballo un grande amore
cocca, polpa di albicocca
che ti da’ con tutto il cuore
oh, Valentina
che prima gioca e poi ci muore
è Valentina
tutta occhi come il mare
tutta bambina
e tutta seni da torturare
ora dice che lavora
e che ci ha messo una croce su
no, Valentina
non ti riconosco più
corri, corri come un gatto
dal tuo letto alla fantasia
corri come la tua amica matta
dalla luna a una nuova bugia
e corri corri come corre il vento
che se la gonna te la strappa una spina
ahi, Valentina
è una rosa o chi lo sa
vai Valentina
ma che differenza fa?
e allora corri corri come un ladro
che ha rubato un libro di poesie
corri corri che ti manca un metro
per salvare le tue unghie e le mie
e allora corri corri corri corri
che se la pelle te la strappa una spina
ahi, Valentina
pensa che era naturale
era un ti amo
una carezza venuta male
l’altra mattina l’ho trovata in un caffè
lacrime calde
su tre fette di saint’honoré
vedi vedi che sorridi
che non si impara a far l’amore
no, Valentina
con la tessera del dolore
e allora corri come una gazzella
che non vuol finire in mezzo ai trofei
corri corri che ti basta un nulla
per salvare i tuoi segreti e i miei
e allora corri corri come il vento
che se la gonna te la strappa una spina
ahi, Valentina
è una rosa o chi lo sa
vai, Valentina
ma che differenza fa?
e allora corri corri come un sogno
fuori strada e fuori sintonia
corri corri come corre il tempo
che ti da’ un minuto e dopo va via
e corri corri come corre il lampo
che se la pelle te la strappa una spina
ahi, Valentina
pensa che era naturale
era un ti amo
una carezza venuta male
corri corri come corre il lampo
che se la pelle te la strappa una spina
ahi, Valentina
non è il dramma che pensi tu
era un ti amo
e dopo non ti amo più

In macchina mi sono portata un cd con incisi i capricci di Paganini - bicordi, trilli doppi all’unisono, pizzicati con la mano sinistra, colpi d’arco impensabili, accordi ampi, si susseguono nel preciso intento di ottenere dal violino quanto di più sia possibile (no, non sono diventata esperta in musica, anzi, credo che sia la disciplina con cui vado meno d'accordo, ho solo letto qualcosa sull'argomento).
La ricerca della novità è caratteristica da amare e rispettare nelle opere del compositore soprattutto la forzatura del timbro, piegato a imitare i suoni della natura e della vita quotidiana o le sonorità di altri strumenti, come la tromba o la chitarra. Ammiriamolo soprattutto pensandolo quasi del tutto a u t o d i d a t t a !!!!!!
Guidare nel silenzio, aggrappandosi all'afosità dell'asfalto, schiacciando l'accelleratore seguendo i balzi del violino e immaginandone la foga con cui il braccio dell'interprete si evolve sullo strumento e da voce all'opera, grazie al crine, è semplicemente la cosa più bella che ci sia anche se tanta emozione - spesso - rischia di farmi prendere una bella multa salata!
Immagine tratta dal sito Ricordi - (spartito originale autografo)
L'altro giorno, comodamente sdraiata sul divano rileggevo un articolo che tempo fa mi colpì in modo particolare, ma che non avevo del tutto gustato. Di solito strappo brutalmente le pagine e le conservo per periodi in cui il tempo e la voglia si avvicinano più a questo o a quell’argomento. Lo so, non sono del tutto normale, ma ormai la mia è una pratica più che consolidata in anni e anni di strappi e di metter via frasi, letture, etc.
Dunque, dopo una lettura più approfondita di quanto gelosamente custodito per mesi in fondo al mio comodino una citazione di LEIBNIZ continua a riecheggiare nella mia mente spinta dalla curiosità morbosa solita e propria delle donne.
La frase in questione è questa: " la musica è l'esercizio matematico nascosto di una mente che calcola inconsciamente" e poi un velocissimo richiamo alla musica di Bach che, a dir di molti, è matematica pura.
Accontentarsi????? no, mai!!!!!! Ho voluto metterci dentro per bene il naso e scoprire qualcosa in più relativamente a questo personaggio che mi ha messo in mente l’immagine paradossale che musica e matematica vadano a braccetto e quindi, occhiali e libri alla mano ho scoperto che Leibniz iniziò l'università prestitssimo - a 15 anni – conseguendo una laurea in filosofia e una in legge. Diciamo che erano altri tempi, infatti la sua più importante svolta fu quella dell’11 novembre 1675 quando utilizzò per la prima volta il calcolo integrale per trovare l'area dell'insieme di punti delimitato dalla funzione y=x.
Quella citazione mi aveva decisamente colpito e proprio per questo non mi accontentai e volli scavare neli suoi pensieri, almeno quelli noti all’enciclopedia.
Portando avanti la realizzazione di Pascal, costruì la prima calcolatrice meccanica capace di eseguire moltiplicazioni e divisioni. Sviluppò inoltre la forma moderna del sistema di numerazione binaria utilizzato oggi nell'informatica per i computer, non solo, introdusse diverse notazioni usate nel calcolo fino ai giorni nostri, ad esempio il segno dell'integrale ∫ che rappresenta una S allungata (dal latino summa) e la d usata per le derivate.
Ciò però non mi bastava, troppo accademico per i miei gusti e soprattutto per la mia predisposizione matematica – nota a tutti come prossima allo zero – finalmente l’indice scorre su qualcosa di più interessante che riporto perché prima di capirlo ho dovuto leggerlo svariate volte – qualche volta sono un po’ dura di comprendonio……
Leibniz pensava che i simboli fossero molto importanti per la comprensione delle cose. Egli cercò di sviluppare un "alfabeto del pensiero umano", nel quale cercò di rappresentare tutti i concetti fondamentali usando simboli, e combinando questi simboli per rappresentare pensieri più complessi, senza però mai giungere ad una conclusione di questo ambizioso programma.
Il suo contributo filosofico alla metafisica è basato sulla Monadologia, che introduce le Monadi come "forme sostanziali dell'essere". Le Monadi sono delle specie di atomi spirituali, eterne, non scomponibili, individuali, seguono delle leggi proprie, non interagiscono, ma ognuna di esse riflette l'intero universo in un'armonia prestabilita. Dio e l'uomo sono anche monade: le monadi differiscono tra loro per la diversa quantità di coscienza che ogni monade ha di sé e di Dio al suo interno.
La concezione di Leibniz era contrapposta alla tesi di Newton di un universo costituito da un moto casuale di particelle che interagiscono secondo la sola legge di gravità. Tale legge, infatti, secondo Leibniz era insufficiente a spiegare l'ordine, la presenza di strutture organizzate e della vita nell'universo e più razionale del continuo intervento dell'"Orologiaio" creatore dell'universo ipotizzato da Newton.